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Bullismo, serve prima di tutto responsabilità

Da padre di famiglia il problema lo conosce bene. Enzo De Feo non è un sociologo, ma un ingegnere informatico . Ha appreso gli effetti dei meccanismi della comunicazione social, quando i più ancora non sapevano quali fossero le incognite di Internet. E, dopo la pubblicazione di un libro, “Prima del click”, in cui racconta il dolore e l’esperienza personale del bullismo sui giovani, da mesi compare in tv, o viene invitato nelle radio, ad esprimere il suo parere sul tema del bullismo. Per De Feo, una soluzione esiste. Innanzitutto evitare la duplicazione e la replica delle immagini di fatti di bullismo che costituiscono un motore, un volano, per la loro emulazione. Al fenomeno bisogna evitare di potersi diffondere come una malattia, sostiene De Feo. Anzi: bisogna passare attraverso le famiglie al fine di stigmatizzare questi comportamenti che sui social diventano, per le menti più fragili, un’occasione per ripetere questo tipo di gesti. E poi “bisogna avere il coraggio di parlare di deterrenza”. Lo abbiamo fatto con gli autovelox che puniscono i sorpassi azzardati o l’alta velocità. Ecco: allo stesso modo bisogna avere il coraggio di punire quanti usano i social per amplificare i propri atti di temeraria idiozia.

Chi può fare l’autovelox sul web? gli domando. “Il Governo la scuola, le famiglie e soprattutto i gestori”. Perché poi alla fine una comunità è composta da una pluralità di coscienze individuali. E dalla coscienza di ognuno parte il cambiamento, il senso di responsabilità, l’idea che quello che faccio abbia sempre un riflesso sugli altri

https://youtu.be/pgE3mgPjZao