Iocisonoetu incontra il Movimento disabili art 14

Un incontro positivo con cui creare le premesse perché i disabili trovino quello spazio d’ascolto all’interno delle Istituzioni.

Giovanni Cafaro è il Presidente del Movimento disabili Art 14 ed in Regione Lombardia grazie alla sensibilità dell’Assessore allo Sport per i giovani della Regione Lombardia Martina Cambiaghi a quello di Ciro Capuano segretario Generale aggiunto della Uil Milano, il Movimento disabili art 14 ha potuto finalmente mettere le sue carte sul tavolo. La legge 68 del 1999 va cambiata. Secondo quanto ha fatto rilevare Cafaro, in Italia ci sono 600.000 imprese con più di 15 dipendenti

Ognuna di esse dovrebbe in percentuale assumere delle persone disabili. Per ogni giorno di mancata assunzione le aziende pagano 150 euro di sanzione.

Sono, approssimati per difetto, 38.000 Euro di debiti contratti da ogni singola azienda per ogni singola mancata assunzione. Ancora approssimata per difetto: in Italia la somma delle sanzioni è di 15 miliardi di Euro. Per questo Iocisonoetu, ha deciso di seguire da vicino l’iniziativa dell’associazione di Giovanni Cafaro. Nella proposta avanzata infatti, che ha trovato riscontro anche al Quirinale, si declina la volontà di lasciare che i disabili possano essere assunti dalle cooperative sociali. Questo avrebbe il duplice effetto di aiutare in modo concreto i diversamente abili e allo stesso tempo liberare le grandi azienda dall’onere di rispettare la legge 68/99.

L’occasione fornita da questo incontro è stata dunque quelle di adoperarsi affinché le istituzioni prendano sul serio l’ipotesi di sgravare le imprese dall’onere di sostenere costi aggiuntivi. Laddove non abbiano potuto o voluto assumere personale diversamente abile. Allo stesso tempo si agevola la cooperativa sociale nell’acquisire forza lavoro verso cui sussiste una fisiologica attenzione. L’ Assessore regionale Cambiaghi intervenendo durante la giornata ha già fatto sapere che la Lombardia s’è impegnata con oltre 44 milioni di Euro.

Un inizio ovviamente ma significativo di una sensibilità politica che negli intenti non vuole lasciare indietro nessuno.