Iocisonoetu, i bambini rispondono al razzismo

Partiamo da un presupposto. Uno Stato laico, democratico ed indipendente deve anzitutto gestire lo stato di cose presenti. Amministrare la cosa pubblica significa governare anzitutto ciò che è presente in una comunità. I semafori, perché regolino il traffico, il sistema idrico, perché sia scongiurato il rischio di far bere acqua avvelenata alla propria cittadinanza. Poi deve occuparsi della loro sicurezza. Garantire cioè che la comunità viva senza il rischio che la propria libertà venga espropriata. All’interno di questo specifico contesto deve occuparsi che venga governata anche l’attitudine di ognuno di voler soverchiare gli altri, nel desiderio, manifesto oppure occulto, di estendere i propri interessi, il proprio potere. Tra i poteri che negli ultimi anni vengono temuti c’è la questione dell’integrazione di persone che arrivino da Paesi diversi da quello italiano. Quale interesse tutelare? L’integrazione di persone di cultura razza etnia diversa, oppure occuparsi di tutelare l’identità originaria di un luogo tra cui sono compresi interessi, cultura e lingua? Sono interessi conciliabili? Come dimostra il Governo Gialloverde attuale, Di Maio Salvini, gli interessi sono conciliabili. Secondo un report presentato all’Ue dal Governo Conte, da qui al 2050, cioè nei prossimi 30 anni, in Italia è previsto vengano accolti oltre 10 milioni di stranieri. Sono circa trecentomila persone all’anno che non arriveranno più con il barcone ma attraverso i corridoi umanitari, su cui prima dell’attuale ministro Salvini, aveva lavorato il ministro Minniti. Iocisonoetu

vi propone un video pubblicato da Fanpage. Distintasi negli ultimi 24 mesi per servizi coraggiosi che descrivono l’Italia per quella che è. Sono proprio i bambini stranieri che vanno già nelle nostre scuole, che parlano la nostra lingua,a rispondere. Rispondere a cosa? All’idea che la loro presenza abbia lo scopo di produrre una sostituzione etnica ( cioè il più classico dei fenomeni di razzismo) dimenticando che la loro presenza qui si deve prima di tutto al drammatico calo demografico italiano per cui non si fanno più figli. E poi a seguito del fatto che chi arriva qui lo fa da terre espropriate delle risorse endogene causate da tre secoli almeno di colonizzazioni. Questi bambini appartengono a tutti gli effetti alla comunità nazionale. Una democrazia ha il dovere di ascoltarli e di occuparsi di loro, che rappresentano il nostro futuro