Iocisonoetu: Scionti, minacciato dalle bombe non indietreggia

Dobbiamo avere il coraggio di riappropriarci della politica”. Fabio Scionti é il sindaco di Taurianova, in Calabria. Nel silenzio assordante delle istituzioni e dei giornali e telegiornali nazionali, è rimasto vittima di intimidazioni e poi dello scoppio di una bomba contro la sua persona. La ‘ndrangheta non fa prigionieri e non scende a patti con il potere. Semmai lo condiziona da dentro fino a estirparne il legittimo esercizio della democrazia. “Quando ho deciso di entrare in politica ho sentito prima di tutto i miei figli” , dice davanti l’albero di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in Piazzale Bacone a Milano, nel giorno della commemorazione della strage di Capaci, il sindaco. Scionti sa di essere un uomo che non è solo, ma sa anche che molti dei suoi concittadini spesso voltano la faccia alla legalità e passano a baciare le mani ai mafiosi per ottenete favori che l’ormai non più durevole sistema democratico sembra essere impossibilitato a garantire. Per questo mi rivolgo a lui ponendogli un unico quesito: quando lo Stato, cioè lui, non può garantire quello che invece la mafia si apprezza nel tempo a garantire, cioè privilegi, lavoro, appalti, potere, come può pensare lo Stato, cioè lui, di vincere la mafia battendola sul suo terreno? E come si fa a non avere paura? La sua risposta è stata semplice e allo stesso tempo, grande. Un’intervista da ascoltare dall’inizio alla fine, considerando che in terra di mafia, il rischio di rimanere uccisi, non è fiction, ma una costante temporale che inficia ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Considerando poi che la criminalità organizzata vive soprattutto grazie al silenzio. Ottenuto con l’intimidazione che è lo strumento grazie al quale la mafia mantiene l’esercizio del suo potere nel territorio

Fabio Scionti Sindaco di Taurianova minacciato con le bombe, non indietreggia