Iocisonoetu: “Muoviti puttana fammi godere”, quando il teatro racconta la verità

Se avete stomaci deboli, questa non è roba per voi. Se avete la consuetudine di predicare bene e razzolare male, questo video è meglio che non lo vediate. Se siete abituati a non cercare la verità, a non volerla neppure ascoltare quando l’intercettate, andate oltre. Se siete dei pavidi, potete andare oltre.

Se siete invece persone che accettano di confrontarsi con la realtà, allora questo è un video che dovete vedere. La generazione di italiani nata negli anni 70, la scoprì a teatro e poi in un famoso monologo televisivo all’interno di uno show di Adriano Celentano del sabato sera su Raiuno. Franca Rame, stuprata nella vita reale da quattro neofascisti, porta sul palco dieci minuti di puro terrore. Il momento dello stupro subito. Gli odori. La puzza. I conati di vomito. L’ansia e il tormento. Il dolore fisico dello stupro. La ferita sul petto. Le parole con cui viene insultata. Sul palco una grandissima Franca Rame, spiega dal vivo, senza infingimenti, senza concessioni pietistiche esattamente quello che una donna vive quando viene stuprata. Una straordinaria capacità di trasferire il dolore e l’angoscia di una donna violentata. La straordinaria capacità di trasferire quel senso di perdita dell’identità. Questo pezzo è come un vangelo apocrifo. Nascosto tra le pieghe di Youtube, difficilmente riproposto dalla Rai. Che dopo quella performance in diretta, quando gli ascolti sono ai massimi livelli, vide passare ai suoi più alti livelli un vero e proprio tsunami. La verità non si propone mai. Non si svela. Va tenuta nascosta. Celentano e la Rame, mostrarono un pezzo di realtà nascosta. La violenza dell’uomo e il dolore della donna. Una pagina che segnò un pezzo di generazione. Erano gli anni della caduta del muro di Berlino, del comunismo. Crollava anche il Muro in Rai. Questo monologo, ve lo proponiamo perché solo una donna può dire cosa sia uno stupro. Per la sua anima, per la sua identità. Franca Rame lo fa in modo straordinariamente forte. Affacciatevi alla realtà. Se potete, contribuite a cambiarla.