Milano Positiva, Via Padova è meglio di Milano

Per anni è stata descritta come violenta. Poi come pericolosa. Poi islamizzata. Infine come luogo in cui una donna dopo una cert’ora non potesse circolare. Milano Positiva, che in Via Padova ha solide radici, può testimoniare l’esatto contrario. Oggi Via Padova è un luogo in cui la convivenza e l’inclusione hanno preso il sopravvento. Certo, permangono ancora alcuni aspetti d’insicurezza che sono però l’effetto della longa manus del mercato, quella che tutto fa tranne che garantire equità. Certe condizioni d’affitto, in alcune vie laterali a Via Padova, per esempio Via Arqua o Via Crespi, sono la diretta conseguenza di uno sviluppo capitalistico incontrollato. Anzi, diciamola tutta: ci sono condizioni in cui interi nuclei familiari vivono stipati all’interno di piccoli appartamenti. Lì sono condotti quanti arrivano nella nostra città e si ricongiungono o per motivi familiari o per motivi etnici alla propria comunità. Un esempio su tutti è  Via Cavezzali, dove al bisogno di chi arriva si è congiunto anche l’interesse criminale di sfruttare chi arriva. Tuttavia: malgrado le difficoltà logistiche e malgrado quelle occupazionali, da diversi anni lo storytelling di Via Padova è cambiato. Vuoi per ‘intervento pubblico. Vuoi perché sono nati molti negozi, aperti da giovani. Ci sono negozi in cui è possibile effettuare lo scambio di vestiti usati. È  possibile trovare anche locali alla moda in cui si effettuano gli apericena, o in cui la sera si può ascoltare la musica dal vivo. È stato aperto uno dei ristoranti cinesi più quotati nell’intera città. Senza dimenticare che in Via Padova è possibile trovare anche ristoranti italiani di lusso. Di recente, in uno di questi, è venuto a mangiare Paolo Rossi, Pablito del mundial 82, ed un capannello di sudamericani ha subito riconosciuto il bomber azzurro che si è fermato a firmare autografi.  Certo: ci sono ancora problemi nell’apertura di negozi e nella vendita di alcuni prodotti alimentari, non sempre a norma. Tanto che la Polizia annonaria è già ripetutamente intervenuta. Il fatto è che l’apertura di questi negozi anche fino a tarda ora, consente un flusso di passaggio continuo. Così su scongiurano i pericoli potenziali per chi volesse camminare in sicurezza. La presenza poi dei poliziotti di quartiere e delle pattuglie di carabinieri e polizia, garantisce quella sicurezza su cui si è fin troppo enfatizzato. I locali aperti, i ristoranti e i supermercati, diventano “controllori di quartieri”. Città sicura.