Iocisonoetu: È brava Giulia…

Si chiama Giulia Jasmine Schiff, è veneta, ed ha una passione: fare la pilota dell’Aeronautica. Il sogno invece è diventare pilota nelle Frecce Tricolori alla base di Pozzuoli.

Giulia supera diversi ostacoli. Diventa Ufficiale di complemento superando una prima importante selezione: arriva quarta su oltre quattromila candidati. Poi va Latina, caserma dell’Aeronautica, per ottenere il brevetto. Poi, negli auspici, Pozzuoli. Però non tutto fila liscio. Ottenuto il brevetto, la ragazza conosce anche i virili riti d’iniziazione per l’ambìto attestato. Si viene percossi con verghe in legno, successivamente presi di peso e scaraventati con la testa contro l’ala di un aereo. Infine prelevati di peso e buttati dentro una piscina. Un rito iniziatico che anche il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico e poi una leggenda dello spazio come Samantha Cristoforetti descrivono con grande affetto. La nota donna dello spazio lo definisce come il giorno più bello della propria vita. Giulia invece, consegnati alcuni video al Corriere della Sera, mostra la sua sofferenza, le urla mentre viene scaraventata in piscina, fino al pianto finale. Deve essere questa la ragione per cui Giulia viene espulsa dall’Accademia. Viene accusata di carenza di attitudine militare. Pochi giorni dalla denuncia mediatica al quotidiano di Via Solferino e arriva un altro video, in cui si vede la stessa Giulia partecipare al battesimo del volo posto in essere per un altro cadetto. Al di là della storia di Giulia, la domanda è: il rito iniziatico nelle forme mostrate dal video, le urla, il pianto, l’angoscia, costituisce una prova di virilità per testare l’attitudine a sopportare condizioni tipicamente militari o più semplicemente è un atto di bullismo adolescenziale che le autorità militari ritengono parte dell’addestramento del pilota? La risposta è importante. Perché se un soldato per essere uomo, dando per scontato che essere milite è cosa per “uomini veri”, non per donne con le mestruazioni, deve accettare di regredire a logiche adolescenziali per cui la prova di virilità attesterebbe l’attitudine a reggere il ruolo, significa che prepariamo in modo non psicologicamente adulto dei professionisti del volo. La controprova? Il 17 Gennaio 1991. I primi a venire giù fummo noi. Un professionista impara a gestire lo stress quando indotto da condizioni di criticità oggettiva per il ruolo scelto. E non per una manifesta azione di sopraffazione maschile. Declinazione tipica di un’impotenza psichica.