Iocisonoetu: il cappotto in sospeso

Nasce come tradizione a Napoli e a Genova. Nella città partenopea da moltissimi anni esiste la consuetudine del “caffè pagato”. Entri in un bar, paghi un caffè per te ed uno per chi, non avendo soldi, volesse prendersene uno, magari per scaldarsi durante i mesi freddi. A Genova, tra i suoi caruggi, ci sono negozi che consentono il cosiddetto pane in sospeso: oltre al pane per te, puoi comprare del pane che resta dal panettiere a disposizione di chi, non avendo nulla, dovesse bussare chiedendo qualcosa da mangiare. Questa tradizione, recentemente ho scoperto s’è estesa anche in una panetteria a Reggio Emilia, mentre a Milano è consuetudine che il mondo dell’associazionismo e del sostegno ai poveri, faccia il giro per panetterie e locali in cui si vende cibo che, anziché buttare il reso di giornata, lo mette a disposizione di quanti distribuiscono a chi ha bisogno. È la forza del terzo settore: fare rete verso chi ha bisogno. Contro la violenza di una società che, come rammentava Pasolini, si occupa di creare non brave persone, ma buoni consumatori, oggi questo reticolo di positività si sposta a Cervignano, provincia di UdineQui lo studio Didattica dell’Arte di Daniela Di Gennaro ha coinvolto adulti e bambini in una curiosa quanto bella iniziativa. L’albero dei cappotti e dei guanti. Sui pali e sui tronchi del centro città vengono messi a disposizione Cappotti e guanti per tutti coloro che ne sono sprovvisti. La distribuzione di questi beni avviene grazie ai bambini dello studio che hanno pensato voluto e realizzato questa iniziativa di solidarietà. Un modo per essere vicini a chi ne ha bisogno. Ecco il video tratto dal”Messagero Veneto”https://youtu.be/tseZbJ-1fqY