Twitter e Instagram, addio. Solo che non è uno qualunque che lascia. L’allenatore della Juventus 7 volte campione d’Italia di fila, di cui 4 volte con lui alla guida, decide di lasciare i social, all’improvviso. Una decisione che non avrebbe particolari motivazioni secondo quanto riportano i giornalisti sportivi che seguono i bianconeri. In realtà dietro questa decisione ci sarebbero diverse ragioni. La prima è che la Juve sarebbe ad un passo dall’uscire dalla Champions con un danno economico incalcolabile considerando l’ingaggio di Cristiano Ronaldo pagato oltre 30 milioni l’anno. L’altra ragione sarebbe stata indotta dalla decisione di lasciare la squadra di Torino l’anno prossimo migrando verso la Premier League. La scelta di mollare il mondo social sarebbe stata provocata prima di tutto dal rischio di imbattersi in una pesante serie d’insulti cui il tecnico bianconero è già sottoposto da tempo sui principali giornali sportivi, e sui suoi stessi account social, specie nelle pagine dei commenti. Una sorta di bullismo della pedata nostrana che ha trovato in Allegri un perfetto capro espiatorio, atteso al varco della Champions per essere pubblicamente ghigliottinato. Non che Allegri debba per questo temere qualcosa o guardarsi con timore attorno per un rischio di “bullizzazione mediatica”, cosa a cui saprebbe rispondere da par suo, se volesse. Il punto però è che il sistema dei social impone un modello di interlocuzione continua, con una volontà chiara di dover alzare continuamente i toni. Chi come il mister bianconero viene a trovarsi dentro questa strozzatura mediatica, rischia appunto di veder costretto se stesso dentro una sorta di vortice da cui si viene immancabilmente risucchiati, non riuscendo più a difendere la propria dignità. Forse soprattutto per questo un distinto signore come Allegri, oltretutto recentemente fidanzato con una nota soubrette televisiva, non se l’è sentita di restare schiacciato dentro questa morsa “sociale”. Fuori da tutto, si riprende la sua vita privata. Ai gobbi l’auspicio è la speranza di non vederlo uscire dall’Europa dicendo addio alla Champions, per il 23 anno consecutivo