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Trasformare una trasmissione di vip, nell’occasione per cercare di sputtanare qualche volto noto, è diventata una prassi. Per altro in questo sadico gioco al massacro, nato per fare ascolti e quindi soldi, si è ormai superato il limite. L’ultimo caso è quello del volto noto dell’ex cantante dei Pooh, Riccardo Fogli, ridicolizzato e bullizzato da Fabrizio Corona all’interno dell’isola dei Famosi, costretto ad accettare di sentirsi distruggere la propria vita privata, in una condizione fisica già precaria minata dalle regole del gioco che razionano le quantità di cibo ai protagonisti della trasmissione. Al netto della quantità di banalità prodotte in una trasmissione che sarebbe probabilmente rigettata anche da un medio cercopiteco di qualche migliaio di anni fa, resta il fatto che dare la colpa poi a Corona, a sua volta aggredito dai media per i suoi problemi con la giustizia, posto che la sua posizione è stata disegnata dagli autori che ne hanno probabilmente contrattualizzato il ruolo, suona stonato come una nota del lupo per il violino. In realtà è stato lo stesso Pier Silvio Berlusconi ad intervenire e a fare giustizia di una tale squallida scelta editoriale. Berlusconi infatti ha seduta stante deciso di cacciare gli autori della trasmissione, per quanto accaduto. Il che mostra e dimostra che Berlusconi ha fatto il nostro stesso ragionamento. Passi l’idea che si possano fare trasmissioni in cui protagonisti siano dei vip. Nulla tuttavia giustifica l’esercizio di una gratuita violenza da bullo di periferia contro una persona che, per quanto nota e benestante, resta un uomo di settanta anni che ha diritto come tutti di vedere tutelata la propria dignità. Non esiste giustificare l’esercizio della violenza, neppure se accade all’interno di un contesto in cui, come direbbe un noto politico, l’unica cosa che conta è “la crana”. Una risata speriamo seppellisca presto questo pessimo esempio di comunicazione, soprattutto per i più giovani.