Certificato dall’Eurostat, nel giorno dell’8 Marzo, arriva una notizia paradigmatica per il mondo femminile. In Italia il salario medio delle donne è del 17,9% più basso rispetto a quello degli uomini. Significa che percentualmente in un anno una donna lavora gratuitamente per 66 giorni. Cioè fino al 7 marzo di ogni anno, una donna che lavori nel settore privato in particolare, non vede il becco di un quattrino. Lavora gratis, al servizio per la gran parte d’imprese gestite da uomini. Magari con l’appoggio o il sostegno di qualche donna. Perché non c’è nemica peggiore per la donna, della donna stessa. Invece a proposito di busta paga, comincia a guadagnare proprio da oggi: dall’8 Marzo. Interessante vedere quindi come la cultura patriarcale italiana rifletta perfettamente quella globalista. Una donna non merita di stare allo stesso livello di un uomo, quindi si sancisce nei fatti che il suo salario non possa essere lo stesso dei possessori di un apparato riproduttivo che s’ingrossa, anche se adesso è diventata una moda sostenere la causa femminile almeno verbalmente: l’importante è non farlo poi nella realtà, sancendo la liceità di esercitare dei diritti ritenuti impropri e improvvidi e comunque non dovuti essendo una donna a chiederli. A ricordarcelo compiutamente sono le Ferrovie dello Stato italiane, il cui ufficio marketing ha diffuso un comunicato in cui ha fatto sapere che per la festa delle donne, le signore che viaggeranno sull’alta velocità l’8 Marzo avranno diritto ad avere un prezioso regalo: una caramella al limone. Andando a trecento all’ora diventa più chiaro non solo che le donne sono considerate stupide, ma che si può loro farglielo sapere senza remore.