Per la sua lotta contro il riscaldamento globale hanno deciso di promuoverla come donna dell’anno, pur avendo solo 16 anni. E’ Greta Thunberg, la ragazzina svedese che ha fatto impallidire tutti i grandi della terra. Dichiarandone la completa irresponsabilità politica, la Thunberg ha mostrato al mondo come di fatto da Trump a Putin da Xi jinping ad Angela Merkel, nessuno su questo pianeta abbia davvero a cuore le sorti dell’umanità. E neppure della propria gente. E neppure dei propri elettori.

Il tema dell’ambiente, dell’aria tremenda che respiriamo, delle acque inquinate che beviamo coinvolge le coscienze e la salute di ognuno. Senza latitudini e appartenenze politiche. Il riscaldamento globale è qualcosa che ci riguarda tutti, che non conosce barriere e divisioni politiche. Fukushima è stato solo uno dei punti più alti di un sistema morale in crisi che a più latitudini dimostra che il pianeta ha ormai bisogno di molta più merda di vacca nei campi e molti meno pezzi di merda nei mercati finanziari ( la citazione è del professor Malvezzi, professore di Economia a contratto a Pavia)

È questa una delle ragioni per cui la più grande conversione politica e culturale che possa essere posta in essere, parte da una presa di coscienza globale. Siamo ad un punto di non ritorno. Neoplasie, ictus, virus, sono il combinato disposto non solo dell’incuria umana ma dell’irresponsabile menefreghismo nel prenderci cura non solo del nostro pianeta, ma di noi stessi abbandonati alla narcisistica conquista del potere e del danaro, lo strumento con cui gli sciocchi pensano di poter governare la vita e comprenderne il senso. Greta l’insegna che solo il rispetto per il pianeta può diventare la premessa della nostra felicità e dei nostri figli

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