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Nasser Abdellatef, 32 anni, ha un carattere di ferro, un sorriso solare, ed il piacere di vivere la vita guardando sempre le cose in positivo.

L’ho conosciuto grazie a Milano Positiva la quale, entrando in contatto con l’Associazione Sanga Basket, mi ha permesso di venire in contatto con quest’isola di buon umore e di spirito vitale. “Bomber”, infatti, racconta della sua partecipazione a Baskin, il basket includente giocato insieme tra normodotati e diversamente abili, nel San Gabriele Basket di Milano, dove la vittoria cominci a conquistarla quando il tuo essere “diversamente normale”, significa superare gli ostacoli mentali e mettersi in gioco in prima persona.

Nasser è accompagnato dal suo amico Davide il quale, rispetto a Nasser, mostra una naturale timidezza di cui pare sprovvisto Nasser; che infatti lancia un appello a Beppe Sala, il primo cittadino di Milano, cui si appella per chiedere strade più facilmente percorribili per chi vive costretto su di una carrozzella.

In effetti è lo stesso Nasser a farmi capire che come sempre, anche in questi casi, è una questione di coscienza. “A Milano Corso Buenos Aires è diventata accessibile per le carrozzelle, mentre non lo è ancora Via Padova”. “Al mio sindaco chiedo di aiutarmi a vivere meglio e di impegnarsi a rendere agibili le strade anche dove fino ad adesso non è stato possibile”.

E mentre lo dice mi viene in mente che la società civile siamo tutti noi. E che se in Corso Buenos Aires, un’arteria che collega la seconda cerchia della città con il centro storico, le carrozzine per i diversamente abili trovano lo spazio e l’attenzione che altrove non ci sono, è perché ci sono isole di sensibilità distribuite a macchia di leopardo. Nasser in qualche modo rammenta a me stesso che non sono solo le figure apicali a rendere possibile il passaggio sulle strade delle carrozzelle, ma la sensibilità e la coscienza di ognuno di noi.

I cambiamenti partono da noi, prima di tutto. Di persona personalmente avrebbe detto Camilleri.